Finisce al Penzo la corsa inarrestabile del Monza. La capolista incassa una lezione pesante dal Venezia, smontata pezzo dopo pezzo in una sfida dove gli errori individuali e l’incapacità di reggere il ritmo avversario hanno consegnato la partita ai lagunari. Non è una questione di sfortuna o di episodi sfavorevoli: il Venezia ha meritato il 2-0, e il Monza è tornato alla realtà dopo dieci risultati utili consecutivi. Ma il problema vero è che la squadra di Bianco non vince da tre partite, e la strada verso la Serie A ha appena rivelato le sue prime trappole significative.
Il primo tempo: equilibrio ingannevole
Il primo tempo scorre via tra studio tattico e fiammate improvvise. Il Venezia prova a prendere campo con la qualità di Yeboah e la duttilità di Kike Perez, il Monza risponde con le iniziative di Ciurria, Dani Mota e Álvarez. Le occasioni non mancano, ma mancano precisione e freddezza sotto porta. Nessuna delle due squadre riesce a creare davvero pericoli concreti: lo 0-0 dell’intervallo fotografa una partita ancora tutta da decidere.
Qui bisogna cercare il primo indizio di una sera storta per i brianzoli: il Monza, che in casa controlla e gestisce, in trasferta fatica a interpretare il calcio del Venezia, più veloce, più dinamico, con quel centrocampo che la Gazzetta descrive correttamente come il migliore reparto dell’intero campionato.
La ripresa: il crollo in pochi minuti
Il Monza esce dalla ripresa con piani confusi. A differenza di quanto accaduto al Penzo nella prima frazione, il Venezia arriva con le idee più precise e, soprattutto, la capacità di colpire. Bastano dieci minuti di assoluta imprecisione del Monza per spazzare via le speranze brianzole.
Al 49′, Carboni commette l’errore che non ci si aspetta da lui. Il centrale, uno dei migliori nella striscia positiva brianzola, regala la palla a Kike Perez che, lanciato verso la porta da Hainaut, davanti a Thiam non sbaglia. È il gol che sblocca la gara e che, soprattutto, mette in discussione le gerarchie emerse fino a quel momento.
Ma il peggio deve ancora arrivare. Al 56′, ancora Carboni commette fallo su Yeboah in area: è calcio di rigore. Adorante trasforma dal dischetto il 2-0 che, di fatto, chiude definitivamente la partita. Due gol in sette minuti, due errori di una matrice difensiva che era stata fin lì il vero scudo del Monza. È il dramma racchiuso in pochi secondi: quando le certezze crollano, crollano tutte insieme.
Cosa ha funzionato male nel Monza
Il crollo del centrocampo: Obiang (5) e Colombo (5) sono stati in apnea dall’inizio alla fine contro il centrocampo veneziano. Colombo è addirittura ammonito dopo pochi minuti, a testimonianza di una partita dove non capisce nulla dell’intensità e della velocità richieste. Obiang erra palloni semplici per lui e soccombe all’energia dell’avversario.
Carboni, il tradimento dell’equilibrio: Non è un’esagerazione dire che Carboni (4) ha perso la partita da solo. Due errori decisivi, due azioni dove il centrale fa tutto il contrario di quello che aveva fatto per settimane. Non si capisce cosa sia successo in quei dieci minuti scarsi, ma il risultato è lo smontaggio della retaguardia brianzola.
L’impossibilità di reggere i ritmi: Questa è la nota più preoccupante. Il Monza, per larghi tratti della gara, non è riuscito a pareggiare i ritmi del Venezia. Non è una questione di qualità individuale (il Venezia ha giocatori forti, ma il Monza ne ha altrettanti), è di intensità fisica e mentale. Quando una squadra scende in campo con la convinzione di giocare un match senza rischi significativi, il corpo e la testa rinunciano. Il Monza lo ha fatto.
L’attacco sterile: Mota (5) è impalpabile, Alvarez (5) non la prende mai, Ciurria (5) non riesce mai a saltare l’uomo e nemmeno ci prova veramente. È un attacco dove non viene fuori nulla, dove le iniziative si arenano puntualmente.
Cosa di buono c’è stato
Thiam attento: Il portiere (6.5) compie parate importanti su Doumbia e Yeboah, e la bomba di Kike Perez è imprendibile. Fa uscite alte giuste. Un po’ da rivedere nel gioco con i piedi, ma nel complesso attento.
Azzi e Birindelli provano: Sono gli unici che danno l’impressione di poter creare qualcosa dal lato offensivo. Non basta, ovviamente, ma almeno ci provano davanti al talento e all’ordine veneziano.
Il primo tempo equilibrato: In una gara dove tutto crolla, quantomeno nella prima frazione il Monza rimane compatto e non subisce devastazioni. Lo 0-0 all’intervallo è un risultato che, tecnicamente, il Monza avrebbe potuto mantener fino in fondo con un po’ di accortezza.
Top e Flop del Monza
TOP:
Thiam (6.5): Non può nulla sui gol ma salva in più di un’occasione. La miglior prestazione tra i brianzoli.
Birindelli (6): Insieme ad Azzi è tra i pochi a provare a creare qualcosa. Dalla sua parte Bjarkason non è un problema.
Azzi (6): Quando ha la palla tenta il passaggio interessante. Nel grigio generale del Monza, è una delle poche luci.
FLOP:
Carboni (4): Disastro puro. Regala entrambi i gol con errori da matita blu. Era stato uno dei pilastri della striscia positiva brianzola, oggi è il responsabile diretto della sconfitta. Non è scherzo dire che ha perso la partita da solo.
Mota (5): Impalpabile, quasi assente. Una sola mezzana situazione e non centra il bersaglio. Non è il capitano che il Monza conosce.
Obiang (5): In difficoltà dal fischio d’inizio, sorpassato dal dinamismo del Venezia. Sbaglia palloni semplici e soccombe mentalmente.
Colombo (5): Ammonito dopo pochi minuti, non capisce l’intensità della gara. Non basta correre e menare per giocare le sfide di più alto livello in Serie B.
Alvarez (5): Non la prende mai, quando gli cade in testa non centra il bersaglio. Prestazione negativa in una fase offensiva che non decolla mai.
Paolo Bianco (5): Al di là degli episodi decisivi, il vero problema è che la squadra non è riuscita a pareggiare i ritmi del Venezia. Dopo dieci risultati utili consecutivi la striscia si ferma, ma il dato preoccupante è che il Monza non vince da tre partite. Il cambio di atteggiamento tra primo e secondo tempo testimonia una gestione tattica fragile di fronte a un’avversaria di qualità.
Il contesto della sconfitta: il Monza che non vince da tre partite
Non è solo la battuta d’arresto contro il Venezia a preoccupare. È il dato dietro a questo risultato: il Monza non vince da tre partite (il pareggio con il Sudtirol, il 1-1 con il Sudtirol di due settimane fa, e ora questa sconfitta). La striscia positiva si è trasformata in ristagno. La capolista sta iniziando a rivelare le sue crepe, e la concorrenza è attenta.
Il Venezia, con questa vittoria, si rimette concretamente nella corsa ai vertici e dimostra di avere sia la qualità sia la mentalità per competere con le big. Il Monza, invece, esce da questa serata consapevole che il dominio non è scontato, che le distrazioni individuali e la mancanza di intensità collettiva possono costare carissimo.
Prospettive e necessità di reazione
La prossima sfida con la Carrarese diventa cruciale. Non è il classico match “sulla carta” facile: dopo questa lezione in trasferta, il Monza deve ritrovare subito umiltà, carattere e la voglia di soffrire che aveva caratterizzato le migliori prestazioni di questa stagione. La strada verso la Serie A rimane possibile, ma ha appena dimostrato di avere ostacoli più complessi di quanto inizialmente preventivato.
Bianco dovrà ricalibrare la squadra. Carboni avrà bisogno di una reazione mentale importante. Il centrocampo dovrà recuperare energie e convinzione. Ma soprattutto, il Monza dovrà imparare che in trasferta, contro squadre di qualità come il Venezia, gli automatismi e la gestione comoda non bastano: ci vuole rabbia, concentrazione e quella fame che trasforma i grandi progetti in realtà.
Per ora, però, rimane il rammarico e la consapevolezza che il treno della capolista ha appena iniziato a rallentare. La Serie A aspetta, ma non perdona i passaggi a vuoto.