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Dawkins, il Tuono di cioccolato arrivato dal pianeta Lovetron per distruggere tabelloni

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Dawkins, il Tuono di cioccolato arrivato dal pianeta Lovetron per distruggere tabelloni

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Darryl è stato uno dei personaggi più carismatici mai visti in Nba. Qualche pecca, tra marijuana, cocaina e nasi rotti e le sue famose schiacciate a cui dava assurdi nomi di fantasia

Massimo Oriani

Giornalista

16 settembre – 08:17 – MILANO

“The Chocolate-Thunder-Flying, Robinzine-Crying, Teeth-Shaking, Glass-Breaking, Rump-Roasting, Bun-Toasting, Wham-Bam, Glass-Breaker-I-Am-Jam.”. Scusi, può ripetere? Anzi, no, lasciamo perdere. Darryl Dawkins era questo, e molto di più. Uno che dava nomi, arzigogolati, spesso incomprensibili, sicuramente intraducibili senza perderne l'essenza, alle sue schiacciate. Una potenza devastante, due cosce così, ma anche mani da pianista e una visione di gioco da playmaker. No, non era un essere umano. Veniva dal pianeta Lovetron, si era dato un soprannome, Chocolate Thunder, Tuono di cioccolata”. Era unico.

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Le due facce di Schroeder: Mvp con la Germania, scheggia impazzita in Nba

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Le due facce di Schroeder: Mvp con la Germania, scheggia impazzita in Nba

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Dopo il Mondiale, il play è stato il migliore dei suoi anche nel trionfo europeo. Ma negli Usa andrà nella decima squadra (Kings) in 10 anni perché non si fidano del tutto del suo genio e sregolatezza

Riccardo Pratesi

15 settembre – 15:38 – MILANO

Da Mvp del Mondiale nelle Filippine a Mvp dell’Europeo a Riga. Dennis Schroeder ne ha fatta di strada negli ultimi due anni. Ha trascinato la Germania prima al trionfo iridato, poi a quello continentale da miglior giocatore di entrambe le rassegne. Vincente e continuo come mai in carriera, sinora. Mai in Nba, perlomeno. Dove gira come una trottola di città in città, di squadra in squadra. Cambia maglia con la stessa frequenza con cui una teenager cambia le scarpe. In nazionale è una certezza, oltreoceano una variabile imprevedibile, scheggia impazzita. Nella finalissima in Lettonia contro la Turchia, partita splendida per qualità di gioco e coralità delle contendenti, ha segnato gli ultimi sei punti, ha avuto l’ultimo canestro e l’ultima parola. Non ha paura sotto pressione. Vuole la palla in mano. Qualche pasticcio, ma tante magate. E allora perché in Nba – volerà presto a Sacramento – i Kings saranno, a 32 anni ormai, li compie proprio oggi, la sua decima squadra in 13 stagioni?

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Italia-Slovenia, le pagelle: Fontecchio rabbia e classe (7), fantasma Thompson (4,5)

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Italia-Slovenia, le pagelle: Fontecchio rabbia e classe (7), fantasma Thompson (4,5)

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Sufficienza piena anche per Gallinari e Niang, male Ricci.

Dalla nostra inviata Giulia Arturi

7 settembre – 22:12 – RIGA (LETTONIA)

la sconfitta 77-84 contro la Slovenia di super Doncic (42 punti) decreta l'eliminazione dell'Italia agli ottavi dell'Italbasket. E a fine match il ct Pozzecco ha annunciato che è stata l'ultima sua partita.

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