Monza-Carrarese 4-1: la riscossa brianzola e il ritorno alla straripanza offensiva

Il Monza torna a sorridere, e lo fa in grande stile. Dopo la delusione di Venezia e il bisogno di riscatto immediato, i brianzoli travolgono la Carrarese 4-1 all’U-Power Stadium e ritrovano quella dimensione vincente che era stata compromessa dalle tre partite senza vittorie. Non è una semplice affermazione: è una lezione tattica, una dimostrazione di forza che ricorda ai concorrenti che il Monza, quando funziona a pieno regime, è ancora la squadra più pericolosa della Serie B.

La partita: predominio totale nella ripresa

Già nel primo tempo il Monza comincia a fare pressione. Al 9′, Birindelli accende il Penzo con una conclusione da cineteca: una cannonata da fuori area che non lascia scampo a Bleve. È il segnale di una squadra rigenerata, consapevole di dover subito cancellare gli errori di Venezia.

La Carrarese prova a controbattere, soprattutto con Finotto (6.5), l’unico a metterci grinta in avanti, ma i toscani rimangono sempre un passo indietro rispetto al ritmo brianzolo. Al 44′, ancora dalla manovra di sinistra, questa volta Ciurria serve perfetto per Delli Carri che sigla il 2-0 con un movimento di rara precisione. È raddoppio meritato, frutto di una superiorità tattica evidente.

Nel secondo tempo, il Monza dilaga. Al 55′, ancora Birindelli (8) firma il terzo gol personale, stavolta con una conclusione più semplice dopo una carambola davanti alla porta. È ormai un dominio assoluto. Al 74′, Distefano accorcia per la Carrarese, un gol della bandiera che poco o nulla toglie alla superiorità mostrata dai brianzoli. Nel finale, al 84′, Petagna (7) segna il quarto gol personale, ritrovando la rete dopo oltre due anni: è il suggello di una prestazione quasi perfetta.

Cosa ha funzionato bene nel Monza

La spinta offensiva devastante: Dopo la sterilità vista contro il Venezia, il Monza torna a produrre calcio verticale, veloce, pericoloso. I gol arrivano da tutte le zone della difesa avversaria, segno di un’ampiezza offensiva straripante.

Birindelli imprendibile: La sua prestazione (8) è da cineteca. Non è solo il doppietta, ma la sua capacità di essere ovunque, su tutta la fascia destra, dove la sua spinta si è fatta sentire più che mai. È il giocatore che decide la partita con autorità.

Keita incontenibile: (8) Trascina i compagni con azioni di rara qualità. Fa praticamente tutto quello che vuole, sia in mezzo al campo che in avanti, portandosi a spasso l’intera Carrarese con le sue folate. È il trascinatore che il Monza aveva cercato invano a Venezia.

Pessina torna a sorridere: (7) Qualità e quantità in mezzo al campo. Quando c’è si sente eccome, guidando il centrocampo con la sicurezza che contraddistingue un vero professionista.

Colombo entra bene: (7) Subentrato nel secondo tempo, gioca con la serenità di un senatore e mette un pallone d’oro sui piedi di Petagna per il 4-1. È la giusta risposta a chi aveva dubitato della sua capacità di gestire partite di alto livello.

Delli Carri ritorna pericoloso: (7) Solidità difensiva e aggressività offensiva, con tanto di gol personale. Ha il merito di raddoppiare il computo dei suoi e di tornare a incidere negli ultimi metro.

Dove il Monza ha sofferto (poco)

Obiang affaticato: (6) Sembra più affaticato delle altre uscite, limitandosi al compitino. Non è la performance che il centrocampista sa dare, ma contro una Carrarese fragile questo non pesa quasi.

Azzi e Alvarez marginali: Azzi (5.5) rimane spesso sulle sue, faticando ad affacciarsi dalle parti di Bleve. Alvarez (5.5), subentrato nel secondo tempo, deve ancora ritrovare la forma migliore. Non incidono quando entrano.

Thiam poteva fare di più: (6) Sul gol ospite di Distefano, il portiere forse poteva fare qualcosa di più. Nel complesso attento, ma non perfetto.

Top e Flop del Monza

TOP:

Birindelli (8): Imprendibile lungo tutta la fascia. Due gol e una prestazione dominante che lo rende il migliore in campo di gran lunga. Ha torto il collo alla Carrarese da solo.

Keita Baldé (8): Trascina la squadra con qualità rare. Fa quello che vuole, sia in costruzione che in finalizzazione. È il Keita che il Monza conosce nei suoi momenti migliori.

Pessina (7): Guida il centrocampo con autorità, ritrovando la qualità che Venezia gli aveva tolto. Quantità e qualità.

Delli Carri (7): Solido dietro e pericoloso davanti, sigla anche il gol. Una prova completa.

Colombo (7): Entra in campo con serenità e senso tattico, servendo l’assist per Petagna.

Petagna (7): Ritorna al gol dopo oltre due anni, con grande merito personale nel muoversi negli spazi giusti.

FLOP:

Obiang (6): Visibilmente affaticato, non è il mediano aggressivo che il Monza conosce. Una gara sottotono che non scalfisce però il successo finale.

Azzi (5.5): Rimane ai margini della partita, non riesce a incidere sulla sinistra come farebbe il suo omologo Birindelli sulla destra.

Alvarez (5.5): Entra in campo senza convincere. Deve ancora ritrovare la forma che lo caratterizzava all’inizio della stagione.

Paolo Bianco (7): Una partita praticamente perfetta. Ha saputo caricare la squadra dopo lo shock di Venezia e l’ha messa nelle condizioni di dominare. Sceglie i cambi giusti e la gestione tattica è impeccabile.

Il contesto: il ritorno alla normalità

Questo 4-1 significa tre cose fondamentali. Primo: il Monza non è tornato a casa completamente dopo Venezia. La lezione del Penzo è stata metabolizzata e la squadra è tornata a correre. Secondo: quando tutto funziona, il Monza è ancora la squadra più completa della Serie B, capace di dominare dal primo all’ultimo minuto. Terzo: Petagna ritorna all’attacco con il gol, e questo elemento potrebbe rivelarsi cruciale nelle prossime settimane per dare respiro e alternative a un attacco che aveva sofferto l’assenza di soluzioni.

La Carrarese rimane una squadra ordinata e ben costruita, ma a questo livello di Series B, contro la violenza offensiva del Monza, non ha soluzione se la squadra avversaria non commette errori difensivi. E il Monza, almeno stasera, non ne ha commessi.

Prospettive e segnali positivi

Il Monza consolida il secondo posto in classifica e ritrova morale e continuità. La prossima sfida dirà se questa vittoria è stato il riscatto definitivo oppure una semplice parentesi. Ma l’aspetto positivo è che la squadra ha ritrovato la sua forma migliore, quella che l’aveva messa in vetta e che l’aveva caratterizzata prima del ciclo negativo.

Per ora, però, resta il piacere di una serata spettacolare all’U-Power Stadium, dove il Monza ha ricordato a tutti che, quando vuole e quando può, è ancora la corazzata da battere della Serie B.

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