Non è la riscossa che il Monza sognava di scrivere all’U-Power Stadium. La capolista brianzola esce dal match contro il Sudtirol con un deludente pareggio 1-1, lasciando due punti sul tavolo e confermando una sorta di maledizione contro la squadra di Castori: in nove scontri ufficiali al Menti, il Monza non ha mai battuto gli altoatesini nei 90′ regolamentari. Oggi, però, il peccato è tutto interno: una gara dove il controllo del gioco è stato evidente, ma dove la conversione delle occasioni e la gestione della superiorità hanno tradito ancora una volta le ambizioni brianzole.
La trama della partita: dominio senza premio
Il Monza parte subito con atteggiamento propositivo. Al 2′ Izzo di testa sfiora il vantaggio su cross dalla sinistra di Ciurria, ma la conclusione del difensore centrale finisce di poco a lato. Il Sudtirol, dal canto suo, risponde con la solita aggressività che caratterizza la squadra altoatesina: Merkaj al 9′ crea pericoli con Thiam che deve salvarsi con un grande intervento, respingendo sulla traversa la conclusione in fuorigioco dell’attaccante.
Ma è il Monza a costruire, a muovere palla, a cercare costantemente spazi. Il possesso è largamente a favore dei brianzoli, ma il Sudtirol si difende con ordine tattico impeccabile, stringendo le maglie e non dando respiro ai centrocampisti monzesi. Pessina e Obiang faticano a trovare il cambio di passo: il pressing di Castori ingessa il centrocampo brianzolo, non permettendo ai soliti costruttori di palla di esprimere la loro qualità.
Al 32′, finalmente, arriva lo sblocco. Maric, con una splendida girata di destro su cross perfetto di Carboni, batte Adamonis sul primo palo. È un gol pesantissimo per il croato, che interrompe un digiuno di un anno e mezzo senza segnare. L’U-Power Stadium esplode, il Monza sembra aver trovato finalmente la strada giusta. Il primo tempo finisce così, sul vantaggio dei brianzoli.
La ripresa: il Sudtirol non muore mai, il Monza cala
Nella ripresa il Monza ha il dovere morale di allargare il divario. Invece, accade l’opposto. La squadra di Bianco entra in una sorta di “modalità risparmio”, probabilmente fidandosi del vantaggio. Il Sudtirol, che sembrava sofferente, trova nuove energie e ricomincia a pressare con il consueto temperamento. Al 68′ Petagna entra al posto di Maric e porta immediatamente vivacità offensiva: al 86′ colpisce clamorosamente un palo di testa su cross di Azzi, in una circostanza dove il 2-0 sembrava scritto.
Ma il calcio, talvolta, è crudele. Al 76′, proprio quando il Monza sembrava controllare, Odogwu approfitta di un momento di disattenzione della difesa brianzola e firma il pareggio. È l’ennesima beffa per una squadra che ha dominato ma non ha saputo chiudere i giochi.
Nel finale il Monza assalta disperatamente, con Bianco che butta dentro anche Alvarez al 80′ e Galazzi al 87′ per cercare il secondo gol. Colombo, subentrato a Keita, ha una buona opportunità nel recupero ma Adamonis salva in scivolata. Il Sudtirol, come al solito, non muore mai e riesce a portare a casa un punto prezioso, confermando quella che è diventata una vera e propria maledizione per la capolista.
Cosa c’è stato di buono nel Monza
Solidità difensiva e ordine tattico: Nel primo tempo il Monza ha tenuto bene, con la difesa guidata da Delli Carri che ha limitato gli strazi dei sudtirolesi. Delli Carri (6.5) si è distinto per il suo lavoro sporco, togliendosi i problemi con sagacia e tempestività.
Il gol di Maric: Un momento di vera qualità. La girata del croato è stata bella e importante, frutto di una combinazione perfetta con Carboni che ha capito al volo dove indirizzare il cross.
Azzi attivo: L’esterno sinistro è stato spesso il creatore di gioco del Monza, con il suo assist per il palo di Petagna che testimonia la sua vivacità.
Cosa non ha funzionato
La gestione della superiorità: Dopo il vantaggio, il Monza è calato drasticamente di intensità. Non è una questione di sfortuna, ma di mentalità: la squadra si è seduta, ha lasciato il pallino ai padroni di casa e ha pagato dazio quando gli altoatesini hanno trovato la rete del pareggio.
Centrocampo ingessato: Pessina (5.5) e Obiang (6) non hanno mai davvero inciso. Il pressing sudtirolese li ha messi in difficoltà, e il Monza non è riuscito a offrire loro i corridoi giusti per esprimere le loro qualità.
Inefficacia offensiva nonostante il dominio: Troppo poco per quanto prodotto. Keita (5.5) è rimasto spesso ingabbiato, Mota (5.5) ha commesso errori gravi che hanno favorito il pressing avversario. Solo nel finale, con gli ingressi di Petagna e Colombo, il Monza ha ripreso a creare pericoli concreti.
Top e Flop del Monza
TOP:
Maric (6.5): Sblocca la gara con una conclusione di classe, interrompendo un lungo digiuno. Fino a quando rimane in campo si spende per i compagni. È il segnale più positivo della serata, anche se non è bastato.
Delli Carri (6.5): Dirige la linea difensiva con esperienza, mette lo zampino su più di un’occasione. Uno dei pochi che mantiene concentrazione per 90′.
Carboni (6): L’assist per Maric è perfetto, sa posizionarsi bene. Cala un po’ sulla rete del pareggio, ma nel complesso solido.
Azzi (6): Quando ha la palla è pericoloso. Non brillante, ma attivo e spesso nel posto giusto.
FLOP:
Pessina (5.5): Non riesce a liberarsi dal pressing sudtirolese. Commette errori e non offre il cambio di passo che il Monza gli chiede.
Keita (5.5): Ingabbiato centralmente, rimane ai margini della partita senza incidere. Entra Colombo che ha una chance migliore.
Ciurria (5): Ci mette tanta buona volontà ma il Sudtirol lo pressiona costantemente sulla fascia sinistra. Fatica visibilmente. Dal 87′ Galazzi s.v.
Mota (5.5): Inizia con un bel diagonale neutralizzato da Adamonis, poi commette due errori molto gravi che favoriscono gli avversari. Non è al livello cui siamo abituati.
Paolo Bianco (5.5): La gestione tattica è discutibile. Dopo lo 0-1 la squadra non mantiene l’aggressività e cala visibilmente. La sostituzione di Maric al 68′ toglie profondità offensiva. Un passo indietro nella gestione della partita e nella personalità della squadra.
Il nodo da sciogliere: il maledetto Sudtirol
Nove match ufficiali, zero vittorie in 90′ per il Monza a Castellammare: è un dato che deve far riflettere. Non è sfortuna, è mancanza di carattere, di cattiveria nel chiudere le partite. Il Sudtirol è una squadra ordinata, ben allenata da Castori, che sa soffrire e colpire nel momento giusto. Ma il Monza, capolista con ambizioni di Serie A, non può continuare a lasciar punti contro squadre in difficoltà.
Qui sta il vero problema: non è una questione di gol sbagliati, è di mentalità. Quando il Monza ha il controllo della gara, deve avere la fredda capacità di farla finita con il pareggio e con le complicazioni. Oggi, come già al Menti, questa qualità è mancata.
Prospettive e prossime sfide
Il Monza rimane primo con 31 punti, ma Cesena e Modena stanno aspettando. La prossima sfida con il Venezia sarà cruciale: un avversario di valore, una squadra che sta giocando bene e che avrà probabilmente meno remore nel giocare a viso aperto. Lì servirà una reazione d’orgoglio, una squadra che sa soffrire meno e punire di più.
Per ora, però, resta il rammarico di una partita che il Monza poteva e doveva vincere. Il pareggio contro il Sudtirol è un passo indietro, una occasione persa per allungare ulteriormente in vetta e per inviare un messaggio importante di continuità alla concorrenza. Il calendario non perdonerà altre distrazioni.