Il Monza arriva a Parma con una vittoria di Coppa Italia che ha rimesso ossigeno nei polmoni e ordine nella testa. Il successo per 1-0 sul Torino, firmato da Dany Mota, ha regalato gli ottavi contro il Milan, ma soprattutto ha restituito una squadra più compatta, più attenta e meno incline all’autolesionismo rispetto alle prime due giornate di Serie A.
Domenica 6 settembre, alle ore 15, al Tardini, però, non basterà essere belli per una notte. Il Monza deve iniziare a fare punti. Dopo le sconfitte contro Inter e Udinese, la trasferta di Parma rappresenta già un passaggio delicato: non una finale, perché parlare di finali a inizio settembre è il modo migliore per farsi prendere dal panico, ma una gara che può dire molto sulla direzione del progetto di Ivan Juric.
Un bivio, non una sentenza
La classifica, dopo due giornate, dice zero punti per il Monza. Il Parma non sta meglio: anche i gialloblù hanno perso le prime due gare di campionato e non hanno ancora trovato la via del gol.
Tradotto: al Tardini si sfidano due squadre che hanno bisogno di togliersi un peso dalle spalle. Il Parma ha il vantaggio del fattore campo e una struttura già riconoscibile con Carlos Cuesta, ma il Monza arriva con l’entusiasmo della Coppa e con la consapevolezza di aver finalmente mostrato una versione credibile di sé.
La gara rischia di essere sporca, nervosa, poco spettacolare. E va benissimo così. Il Monza, in questo momento, non deve inseguire la partita perfetta: deve dimostrare di saper gestire gli episodi, difendere bene e colpire quando l’occasione arriva. Esattamente ciò che ha fatto a Torino.
La lezione granata
All’Olimpico Grande Torino il Monza ha ritrovato una virtù elementare ma fondamentale: la capacità di non regalarsi agli avversari. Contro l’Udinese era bastato un blackout prima dell’intervallo per trasformare una gara in equilibrio in una salita ripidissima. In Coppa, invece, la squadra ha chiuso gli spazi, ha retto i duelli e ha protetto l’1-0 di Dany Mota fino al fischio finale.
La rete del portoghese, arrivata sul rasoterra di Forson, è stata la fotografia della partita: aggressività, attacco dell’area e fame. Dany Mota aveva già colpito la traversa su cross di Mangas, poi ha trasformato la seconda occasione pesante nella giocata decisiva.
Juric non può pensare che una vittoria abbia risolto ogni problema. Ma può e deve pretendere che lo spirito mostrato a Torino diventi una base. Il Monza non può continuare a essere una squadra che gioca bene per venti minuti e poi concede agli altri il diritto di segnare. Deve diventare una squadra fastidiosa, corta, cattiva e difficile da rompere.
Infermeria: le assenze pesano
Il tecnico croato dovrà fare i conti con assenze importanti. Matteo Pessina resta fuori dopo il serio infortunio al ginocchio, Patrick Ciurria non è disponibile e Gustavo Varela, dopo il brillante avvio di stagione, è alle prese con un problema agli adduttori.sportsmole+1
L’assenza di Pessina è la più pesante, perché toglie al Monza il capitano, il riferimento tecnico e il giocatore capace di dare ordine al centrocampo. Senza di lui, Juric deve trovare una nuova architettura interna: più gamba, più copertura, ma anche qualcuno in grado di collegare difesa e attacco senza trasformare ogni possesso in una corsa verso il nulla.
Varela, dal canto suo, aveva già mostrato istinto e personalità. Il suo stop apre uno spazio importante nel reparto offensivo e rende ancora più preziosa la prestazione di Dany Mota in Coppa.
L’undici di Juric: spazio ai nuovi, fiducia a Dany Mota
Il sistema dovrebbe restare il 3-4-2-1, la struttura di riferimento del tecnico croato. Le novità principali riguardano la porta, la difesa e il centrocampo, con alcuni dei nuovi arrivati pronti a prendersi responsabilità vere.eurosport+1
La probabile formazione del Monza:
Tornqvist; Kouadio, Ziolkowski, Carboni; Birindelli, Folorunsho, Akinsanmiro, Mangas; Colpani, Dany Mota; Cutrone.
Tra i pali, Tornqvist sembra favorito. In difesa, Kouadio e Carboni sono candidati a partire ai lati di Ziolkowski, con il polacco pronto a guidare la linea in una partita che richiederà attenzione sulle seconde palle e sui movimenti di Romero e Touré.
Sulle fasce, Birindelli e Mangas offrono corsa e ampiezza. Mangas ha dimostrato a Torino di poter essere una risorsa concreta nell’ultimo terzo di campo: la sua qualità nel cross può diventare un’arma, a patto che il Monza riesca a riempire l’area con più uomini.
In mezzo, Folorunsho e Akinsanmiro possono dare fisicità, recupero palla e strappi. Non avranno la gestione di Pessina, ma possono costruire un centrocampo più verticale e aggressivo. Il rischio, semmai, è lasciare troppo spazio tra i reparti: per questo servirà disciplina, non soltanto corsa.
Davanti, la scelta più logica sembra essere quella di affidarsi a Cutrone come punta centrale, con Colpani e Dany Mota alle sue spalle. Cutrone conosce bene Parma e avrà voglia di incidere contro una difesa che, pur organizzata, ha già dimostrato di poter soffrire quando viene attaccata con continuità.
Dany Mota merita fiducia. Il gol in Coppa, la traversa e la prestazione di sacrificio lo rendono un candidato naturale per una maglia da titolare. Potrà muoversi tra le linee, allargarsi, attaccare la profondità e liberare spazio per Cutrone. Se il Monza vuole trasformare il possesso in pericolosità, il portoghese deve essere coinvolto continuamente.
Le alternative
Forson può essere l’uomo capace di cambiare ritmo nella ripresa. L’assist di Torino ha mostrato che il ragazzo non ha paura di giocare l’ultimo pallone, qualità rara in una rosa ancora molto giovane.
Akinsanmiro resta una pedina fondamentale, anche se non è esclusa una rotazione con Mout o Foe Ondoa. La sua energia può fare la differenza soprattutto se la partita si apre nella seconda metà.
In difesa, Lucchesi e Maye rappresentano alternative valide, mentre Galazzi può trovare spazio nella trequarti se Juric dovesse voler aumentare qualità e imprevedibilità nelle zone offensive.
Parma, squadra ferita ma non innocua
Il Parma di Cuesta si presenta alla gara con due sconfitte e zero gol segnati in campionato. Ha perso contro Cagliari e Juventus, ma il dato non deve ingannare: al Tardini i gialloblù proveranno a trasformare frustrazione e bisogno in aggressività.
La possibile formazione emiliana è un 4-3-2-1 con Corvi in porta, Delprato, Troilo, Diego Carlos e Valeri in difesa; Bernabé, Ordonez e Keita in mezzo; Britschgi e Touré alle spalle di Romero.
Il pericolo principale sarà rappresentato dalla fisicità di Touré e dalla mobilità di Romero, ma il Monza dovrà prestare attenzione anche agli inserimenti dei centrocampisti e alle sovrapposizioni di Valeri. La difesa a tre biancorossa sarà chiamata a lavorare bene sulle ampiezze, evitando di farsi attirare fuori posizione.
La chiave della partita
Il Monza dovrà evitare il peccato che lo ha condannato contro l’Udinese: spegnersi nei momenti cruciali. Il primo tempo al Tardini sarà fondamentale. Non servirà forzare la giocata, né trasformare ogni recupero palla in un contropiede disordinato.
Serviranno pazienza, coperture preventive e capacità di resistere ai primi assalti del Parma. Se il Monza resterà dentro la partita, senza concedere episodi gratuiti, avrà le armi per colpire: le corse di Birindelli e Mangas, la qualità di Colpani, la mobilità di Dany Mota e il lavoro di Cutrone.
In una gara tra due squadre ancora a secco di punti, il primo errore rischia di pesare come un macigno. E il Monza, nelle prime due giornate, ne ha già commessi abbastanza.
Il pronostico
Parma-Monza è una partita da tripla, ma anche da nervi saldi. Il pareggio non sarebbe da buttare, soprattutto se accompagnato da una prestazione solida. Ma il Monza ha bisogno di iniziare a vincere anche in campionato e non può pensare di sopravvivere soltanto con le imprese di Coppa.
Juric riparte da Torino, dalla difesa che ha resistito e dal gol di Dany Mota. Domenica deve trasformare quella serata in qualcosa di più: un’abitudine.