Con la cessione dell’ultimo 20% del pacchetto azionario, la holding della famiglia Berlusconi esce dall’AC Monza: il controllo passa al fondo statunitense Beckett Layne Ventures, guidato da Brandon Berger e rappresentato dalla presidente Lauren Crampsie.
La fine dell’era Fininvest
Il percorso che ha portato al cambio di proprietà era iniziato già nel 2025, quando Fininvest aveva avviato la cessione della quota di maggioranza del club brianzolo.
L’accordo prevedeva un trasferimento in due fasi: un primo passaggio dell’80% delle quote entro l’estate 2025, con il restante 20% destinato a cambiare mano entro giugno 2026.
Con la firma degli ultimi documenti e l’uscita definitiva dall’azionariato, Fininvest ha chiuso anche l’ultimo grande progetto sportivo legato a Silvio Berlusconi, che aveva riportato il Monza in Serie A dopo una lunga assenza.
La holding guidata da Pier Silvio Berlusconi ha salutato il club con una nota ufficiale, sottolineando come il ciclo si chiuda con il ritorno stabile della squadra nel massimo campionato.
Chi sono i nuovi proprietari americani
Il Monza passa così nelle mani del fondo statunitense Beckett Layne Ventures (BLV), specializzato in investimenti sportivi e media.
Il gruppo è guidato dall’imprenditore Brandon Berger, figura centrale nella strategia di sviluppo del club, ed è rappresentato sul piano istituzionale dalla nuova presidente Lauren Crampsie, già protagonista nelle celebrazioni per la promozione in Serie A dopo il “purgatorio” in B.
L’operazione, stimata attorno ai 30–35 milioni di euro complessivi, ha previsto la costruzione di una vera e propria roadmap: ingresso graduale nel capitale, presenza di Fininvest nel consiglio di amministrazione durante la fase di transizione e completamento del passaggio entro il 2026.
Nel periodo intermedio il club è stato gestito in coabitazione, con la continuità garantita dalla figura di Adriano Galliani e il progressivo affiancamento dei manager scelti dal fondo americano.
La transizione tecnica e societaria
Già nella prima fase di controllo a maggioranza, Beckett Layne Ventures aveva iniziato a disegnare la nuova struttura tecnica e sportiva del Monza.
Adriano Galliani ha mantenuto il ruolo di amministratore delegato fino al closing, lavorando in tandem con Nicolás Burdisso, individuato come nuovo direttore sportivo per impostare il mercato e la ricostruzione della squadra dopo la retrocessione.
Sul fronte tecnico, il progetto è stato affidato a Paolo Bianco, confermato in panchina dal nuovo assetto proprietario con l’obiettivo dichiarato di riportare il Monza in Serie A – obiettivo centrato nel primo anno di gestione del fondo, che ha rafforzato la legittimazione del nuovo corso.
La promozione è stata uno dei passaggi chiave che ha accompagnato la seconda fase dell’operazione, fino alla cessione definitiva dell’ultimo 20% del club.finanza.
Cosa cambia ora per il Monza
Con il completamento del passaggio di proprietà, il Monza diventa a tutti gli effetti un club a capitale americano, in linea con una tendenza che negli ultimi anni ha visto diversi investitori USA entrare nel calcio italiano.
La presenza di un fondo internazionale comporta un approccio più manageriale e data‑driven, con attenzione a bilanci, sviluppo commerciale, brand globale e sfruttamento dello stadio e del territorio brianzolo.
Dal punto di vista sportivo, l’obiettivo dichiarato è consolidare il Monza in Serie A, costruendo una squadra sostenibile ma competitiva e investendo sulle infrastrutture, sul settore giovanile e sul marketing.
Sul piano identitario, il club è chiamato a mantenere un forte legame con la città e con quanto costruito nell’era Berlusconi, pur aprendo una fase nuova, più internazionale e orientata alla crescita nel medio periodo.