MotoGP Misano, Marquez vince e si prende il Mondiale: Bezzecchi cade, Bagnaia sprofonda. Ora c’è l’Austria

Marc Marquez conquista il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, firma il bis dopo la Sprint e sale per la prima volta in vetta al Mondiale 2026. A Misano il pilota Ducati ha trasformato una domenica caotica in una dimostrazione di lucidità: ha approfittato della caduta di Marco Bezzecchi, ha controllato il ritorno di Alex Marquez e Pedro Acosta e ha portato a casa una vittoria pesantissima.

Sul podio salgono Alex Marquez e Pedro Acosta, mentre per gli italiani è una domenica da dimenticare. Bezzecchi cade quando era al comando, Francesco Bagnaia finisce a terra e Fabio Di Giannantonio chiude settimo. Misano, che doveva essere la festa della Ducati e dei piloti di casa, consegna invece a Marc Marquez il ruolo di uomo da battere nella corsa al titolo.

Marquez, freddo nel caos

A Misano, Marc Marquez non ha avuto bisogno di fare il fenomeno in ogni curva. È stato semplicemente il più intelligente. Dopo la caduta di Bezzecchi nelle prime fasi della gara, il campione Ducati ha preso la testa e ha guidato come chi sa perfettamente quando attaccare e quando non esagerare.

La vittoria non arriva per caso. Marquez aveva già dimostrato di essere competitivo nella Sprint del sabato e domenica ha confermato di avere il miglior pacchetto del weekend: velocità, gestione gomme, precisione nelle staccate e quella capacità di leggere gli episodi che spesso separa un grande pilota da un candidato al titolo.

Alex Marquez ha provato a restare agganciato, ma non ha mai avuto davvero l’occasione di costruire un attacco pulito. Pedro Acosta, terzo con la KTM, ha confermato di essere uno dei piloti più interessanti del paddock: aggressivo, veloce, meno ingenuo rispetto alle prime gare della stagione.

Marquez vince a Misano e cambia la geografia del Mondiale. Non è ancora il momento di parlare di fuga, ma la leadership iridata ha un peso psicologico enorme, soprattutto quando arriva dopo un weekend così completo.

Bezzecchi, la caduta che fa malissimo

Marco Bezzecchi aveva tutto per vincere davanti al proprio pubblico. Velocissimo nelle prove, competitivo nella Sprint, aggressivo nei primi giri della gara: l’Aprilia sembrava avere ritmo e il pilota romagnolo sembrava pronto a trasformare Misano in una festa tricolore.

Poi è arrivata la caduta. Bezzecchi era al comando, ha perso l’anteriore e ha gettato via una gara che avrebbe potuto regalargli punti pesantissimi. Nella MotoGP moderna basta un attimo: un ingresso leggermente troppo ottimista, un millimetro fuori linea, una gomma che non perdona. E il sogno si trasforma in ghiaia.

La caduta non cancella il livello mostrato nel weekend. Anzi, conferma che Bezzecchi e Aprilia sono ormai una coppia capace di lottare con Ducati e KTM. Ma nel Mondiale i “quasi” contano poco. Marquez ha raccolto 25 punti, Bezzecchi zero. E questa è la differenza tra una domenica buona e una domenica che può cambiare una stagione.

Bagnaia, un altro zero troppo pesante

Per Francesco Bagnaia Misano è stata una domenica da archiviare il più in fretta possibile. Il pilota Ducati è caduto e ha chiuso senza punti un Gran Premio che, sulla carta, doveva rappresentare una delle occasioni migliori per rilanciarsi.

Il problema non è soltanto il ritiro. È la sensazione di un pilota che non riesce a ritrovare continuità. Bagnaia alterna lampi di velocità a errori, difficoltà in gara e weekend in cui sembra costretto a rincorrere invece di imporre il proprio ritmo.

A Misano, davanti ai tifosi Ducati, serviva una risposta forte. È arrivato uno zero. In una stagione così equilibrata, non è un dettaglio: è un colpo pesante alle ambizioni iridate e alla fiducia.

Bagnaia resta un campione e sarebbe folle cancellarlo dalla corsa al Mondiale. Ma da qui in avanti dovrà smettere di rincorrere i problemi e tornare a costruire gare pulite. Il talento non basta se ogni domenica rischia di trasformarsi in una lotteria.

Acosta, la KTM c’è

Pedro Acosta chiude terzo e porta la KTM sul podio con una prestazione concreta. Il giovane spagnolo non ha cercato manovre impossibili, ha mantenuto il proprio ritmo e ha sfruttato gli errori degli altri.

Il podio di Misano conferma una crescita importante della KTM. La moto ha mostrato buon passo e Acosta è riuscito a gestire una gara complicata, senza farsi trascinare dalla frenesia. Non è ancora una vittoria, ma è un segnale: nelle prossime piste, soprattutto in Austria, la KTM può diventare una minaccia molto seria.

Gli altri: Martin cresce, gli italiani inseguono

Jorge Martin chiude quinto, alle spalle di Fermin Aldeguer, e porta a casa punti utili con l’Aprilia. Non è ancora il Martin dominante che tutti conoscono, ma la sua gara a Misano dimostra che il lavoro di ricostruzione sta producendo segnali concreti.

Raul Fernandez termina sesto, mentre Fabio Di Giannantonio è il migliore degli italiani al traguardo con il settimo posto. Enea Bastianini chiude ottavo, Luca Marini nono e Fabio Quartararo decimo.

Sono risultati dignitosi, ma Misano pretendeva qualcosa di più dal movimento italiano. Le cadute di Bezzecchi e Bagnaia hanno tolto colore a una domenica che avrebbe potuto raccontare un’altra storia.

La top ten del Gran Premio

  1. Marc Marquez – Ducati
  2. Alex Marquez – Gresini Ducati
  3. Pedro Acosta – KTM
  4. Fermin Aldeguer – Gresini Ducati
  5. Jorge Martin – Aprilia
  6. Raul Fernandez – Trackhouse Aprilia
  7. Fabio Di Giannantonio – VR46 Ducati
  8. Enea Bastianini – KTM Tech3
  9. Luca Marini – Honda
  10. Fabio Quartararo – Yamaha

La classifica cambia volto

Con la vittoria di Misano, Marc Marquez prende la testa del Mondiale. Il successo nel Gran Premio, sommato alla vittoria nella Sprint, gli consegna un weekend da 37 punti e un vantaggio psicologico enorme sugli inseguitori.

Il dato che conta non è soltanto la leadership. È la continuità. Marquez sta trovando risultati pesanti nelle gare che contano, mentre i principali rivali hanno lasciato punti per strada. Bezzecchi cade, Bagnaia cade, gli altri inseguono. E il pilota Ducati fa quello che fanno i grandi campioni: quando gli avversari sbagliano, non regala nulla.

Ora il Red Bull Ring: KTM vuole la rivincita

Il Mondiale non si ferma. Dal 18 al 20 settembre la MotoGP vola in Austria, al Red Bull Ring, per il quindicesimo appuntamento della stagione.

La pista di Spielberg è una delle più particolari del calendario: pochi chilometri, forti dislivelli, frenate violentissime e rettilinei che esaltano motore e trazione. È un tracciato che, storicamente, si adatta bene alla KTM e che potrebbe offrire ad Acosta una chance concreta di lottare per la vittoria.

Marquez arriverà in Austria con la pressione positiva di chi guida il Mondiale. Ducati resta la squadra da battere, ma al Red Bull Ring non basterà amministrare: servirà essere perfetti nelle staccate, soprattutto in curva 1, 3 e 4, e trovare il miglior compromesso nella gestione della gomma posteriore.

Per Bezzecchi sarà la gara della risposta. L’Aprilia ha dimostrato a Misano di essere competitiva, ma dovrà capire se può esserlo anche su una pista più favorevole alle accelerazioni e alla potenza. Bagnaia, invece, ha bisogno di una gara normale: partire bene, restare in piedi, costruire punti. Per lui, in questo momento, la normalità sarebbe già una vittoria.

Il verdetto

Misano consegna una verità semplice: Marc Marquez è il riferimento del Mondiale. Non perché abbia vinto una sola gara, ma perché nei weekend caotici è quello che sbaglia meno.

Bezzecchi ha perso una grande occasione, Bagnaia ha perso altri punti e Acosta ha confermato di poter essere una spina nel fianco per tutti. La stagione è ancora lunga, ma il GP di San Marino ha cambiato qualcosa: da oggi, chi vuole vincere il titolo deve inseguire Marc Marquez.

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