Lecce-Monza 3-2: difesa da incubo, reazione da salvare. Juric ora deve trasformare rabbia in punti contro il Sassuolo

Il Monza esce dal Via del Mare con la terza sconfitta in quattro giornate e con una certezza poco rassicurante: quando la partita entra nei dettagli, la squadra di Juric continua a regalare troppo. A Lecce finisce 3-2, un risultato che racconta la reazione biancorossa ma non cancella l’inizio da incubo, con due gol subiti da calcio d’angolo nei primi dieci minuti e un’altra rete concessa poco dopo.

I biancorossi hanno avuto il merito di non uscire dalla partita, hanno trovato i gol di Ricardo Mangas e del nuovo entrato Zeballos, hanno messo il Lecce in difficoltà fino al recupero. Ma restano i numeri e, soprattutto, le sensazioni: quattro partite di campionato, un punto, dieci gol subiti. In Serie A, con questo ritmo, la rimonta diventa sempre un’impresa e la salvezza rischia di trasformarsi in una salita troppo ripida troppo presto.

Un avvio che non si può spiegare

Il Lecce passa dopo appena tre minuti. Calcio d’angolo dalla destra, battuta di Ilic e colpo di testa di Lassana Coulibaly. Il Monza guarda, perde la marcatura e Thiam non può intervenire.

Sette minuti più tardi, stessa scena e stesso problema: corner, pallone in area, Tiago Gabriel libero di colpire di testa e 2-0. Due gol praticamente fotocopia, due errori che non possono essere liquidati con il solito “dobbiamo lavorare”.

Certo che bisogna lavorare. Ma bisogna anche capire perché, a settembre, una squadra di Juric possa presentarsi così fragile sulle palle inattive. Le marcature preventive, l’aggressività sul primo pallone e la capacità di difendere l’area devono essere elementi non negoziabili. Il Monza, invece, ha trasformato due calci d’angolo in due inviti per il Lecce.

Il problema non è soltanto subire. Il problema è il modo. Il Monza è entrato in campo come se la partita iniziasse al quarto d’ora, quando invece al Via del Mare era già sotto di due reti.

Mangas riapre, Coulibaly richiude

Dopo il doppio schiaffo iniziale, la squadra di Juric ha avuto una reazione importante. Al 17’ Falcone compie un doppio intervento su Robinson e Varela, mentre Gallo salva sulla successiva conclusione di Colpani. È il momento in cui il Monza prova a rimettere ordine e a dimostrare di avere ancora un’anima.

Al 20’ arriva il gol che potrebbe cambiare il copione: Robinson lavora bene, serve Birindelli, cross rasoterra e Ricardo Mangas arriva puntuale per il tap-in. Primo gol in Serie A per il portoghese, una rete che premia il suo inserimento e una presenza sempre più interessante sulla fascia sinistra.

Ma il Monza non ha nemmeno il tempo di respirare. Un minuto dopo Danilo Veiga mette un pallone basso dalla destra e Coulibaly, lasciato libero a pochi passi dalla porta, firma la sua doppietta. Dal possibile 2-2 al 3-1 in sessanta secondi: una fotografia brutale della fragilità biancorossa.

E qui sta il nodo centrale. Il Monza sa reagire, ma non sa proteggere la propria reazione. Ogni volta che ritrova una scintilla, sembra pronto a spegnerla da solo.

Zeballos, ingresso da ricordare

Nella ripresa il ritmo cala anche per il caldo, il Lecce abbassa il baricentro e il Monza prova a trovare un episodio. L’episodio arriva nel finale, quando Falcone commette un errore grave e Zeballos ne approfitta con una punizione che riapre il match.

Il primo gol in Serie A dell’argentino è una delle note più belle della giornata. Entrare, incidere subito e dare speranza alla squadra non è un dettaglio, soprattutto per un giocatore chiamato ad aggiungere qualità e imprevedibilità nella metà campo avversaria.

Zeballos ha mostrato personalità. Non bisogna trasformarlo immediatamente nell’uomo della provvidenza, ma il Monza ha bisogno di giocatori capaci di cambiare una gara con una giocata e l’ex Boca Juniors sembra avere proprio quella scintilla.

Nel recupero i biancorossi tentano l’assalto finale, ma il Lecce resiste e porta a casa una vittoria pesantissima. Il Monza torna in Brianza senza punti, ma con qualche segnale offensivo da cui ripartire.

Le note positive: La squadra non si è arresa

Sotto 2-0 dopo dieci minuti e sotto 3-1 dopo poco più di venti, tanti gruppi avrebbero smesso di giocare. Il Monza no. La squadra ha continuato a cercare la porta, ha prodotto occasioni e ha costretto Falcone a due interventi importanti prima di trovare il gol di Mangas.

La reazione non porta punti, ma conta. Perché senza carattere, partite come questa finiscono con un passivo molto più pesante. Juric può ripartire dalla capacità della squadra di restare dentro le gare anche quando tutto sembra andare storto.

Mangas conferma di essere una risorsa

Ricardo Mangas è stato tra i migliori. Gol, corsa, presenza offensiva e capacità di accompagnare l’azione. Il portoghese è arrivato per offrire spinta sulla corsia e sta dimostrando di poter diventare un’arma reale.

La sua rete al Via del Mare non è solo una statistica. È il segnale di un giocatore che legge bene l’azione, attacca l’area e non si limita a fare il compitino sulla fascia. Se il Monza riuscirà a dargli coperture migliori alle spalle, Mangas potrà diventare una delle chiavi offensive del sistema di Juric.

Robinson e Birindelli costruiscono il gol

L’azione dell’1-2 nasce dalla qualità di Robinson e dalla lucidità di Birindelli. Il primo salta l’uomo e crea superiorità, il secondo mette dentro un pallone semplice ma perfetto. Sono segnali importanti: il Monza ha giocatori capaci di costruire occasioni quando riesce a muovere palla con velocità e ad attaccare gli spazi.

Robinson continua a mostrare coraggio e spensieratezza. Non può risolvere tutto da solo, ma la sua crescita è una delle notizie più incoraggianti di questo inizio di stagione.

Zeballos aggiunge fantasia

Il gol all’esordio è un biglietto da visita eccellente. Zeballos ha qualità tecniche, ha personalità e può dare al Monza quello che spesso è mancato: un giocatore capace di ricevere tra le linee, puntare l’avversario e inventare qualcosa fuori copione.

La sfida contro il Sassuolo potrebbe già offrirgli minuti importanti. Juric dovrà gestirlo con intelligenza, ma il ragazzo ha fatto capire di voler essere protagonista.

Le note negative

Due gol da corner in sette minuti

Questo è il punto che non può essere nascosto dietro alla reazione, al caldo o alla qualità dell’avversario. Il Monza ha subìto due gol da calcio d’angolo in sette minuti, con marcature troppo morbide e una difesa dell’area inadeguata.

È un problema tecnico, tattico e mentale. Gli schemi sulle palle inattive vanno rivisti, le responsabilità devono essere chiare e l’attenzione va alzata. Non serve inventare il calcio: serve fare le cose semplici con ferocia.

Dieci gol subiti in quattro partite

Il dato è pesante: dieci gol subiti in quattro giornate. Il Monza ha segnato, ha trovato talenti interessanti e ha mostrato capacità di reazione, ma difende troppo male per pensare di avere continuità.

La squadra concede occasioni sia su palla inattiva sia in campo aperto. Le distanze tra i reparti restano spesso sbagliate, gli esterni sono costretti a coprire troppo campo e la linea difensiva appare vulnerabile quando viene attaccata con velocità.

Juric deve intervenire. Non necessariamente cambiando filosofia, ma rendendo la sua idea più sostenibile per gli uomini che ha a disposizione. Pressare alto è utile solo se tutti pressano insieme. Uscire aggressivi è utile solo se qualcuno copre alle spalle.

Troppa vulnerabilità dopo i gol segnati

Il Monza segna al 20’ e subisce un altro gol al 21’. È un dettaglio che pesa più della rete stessa. Dopo aver accorciato, la squadra avrebbe dovuto abbassare per qualche minuto il livello di rischio, ritrovare posizioni e far respirare la gara.

Invece ha concesso subito la ripartenza che ha portato al 3-1. È un difetto che si era già visto contro l’Udinese e contro il Parma: la squadra fatica a gestire gli snodi emotivi della partita.

Troppi compiti per l’attacco

Quando il Monza ha bisogno di rimontare, chiede troppo ai suoi giocatori offensivi. Robinson, Mangas e Zeballos hanno acceso la partita, ma il peso della produzione offensiva non può ricadere sempre su iniziative individuali o su episodi.

Servono meccanismi più puliti, un centrocampo capace di accompagnare l’azione e una punta che venga servita con continuità. Al Via del Mare il Monza ha creato qualcosa, ma spesso ha dovuto farlo contro una difesa già schierata e con l’urgenza addosso.

Verso Monza-Sassuolo: partita da non sbagliare

Venerdì 18 settembre, alle ore 20.45, il Monza ospiterà il Sassuolo. Una gara che, pur essendo soltanto la quinta giornata, assume già un peso specifico notevole.

Non è una finale, è giusto ripeterlo. Ma è una partita che il Monza non può permettersi di affrontare con l’ansia e la confusione viste nei primi venti minuti di Lecce. Il Sassuolo ha qualità offensiva, sa palleggiare e punisce le squadre che concedono campo. Presentarsi al Brianteo con le stesse fragilità difensive sarebbe pericoloso.

Juric dovrà scegliere se confermare il gruppo che ha reagito al Via del Mare o inserire maggiore esperienza, soprattutto nel cuore della difesa e in mezzo al campo. Mangas merita una maglia, Robinson ha dimostrato di poter essere utile, Zeballos si è candidato con forza per avere spazio. Ma prima di tutto servirà ritrovare equilibrio.

Contro il Sassuolo il Monza dovrà fare una cosa semplice e complicatissima insieme: giocare con coraggio senza essere sprovveduto. La differenza tra le due cose, oggi, vale una classifica.

Il verdetto

Lecce-Monza non è una sconfitta da archiviare con la frase “abbiamo reagito”. La reazione c’è stata, ed è da salvare. I gol di Mangas e Zeballos, la crescita di Robinson e la capacità di restare aggrappati alla partita sono segnali veri.

Ma il Monza ha perso perché si è consegnato al Lecce nei primi dieci minuti e perché, dopo aver trovato l’1-2, ha regalato immediatamente il 3-1. In Serie A gli errori si pagano. Il Monza, finora, sta pagando interessi altissimi.

Ora serve una risposta al Brianteo. Non una promessa, non una bella dichiarazione, non una partita giocata bene a tratti. Servono punti.

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