Monza-Pescara, domani alle 15 all’U-Power Stadium, è una partita che profuma di sliding door: il Monza insegue la promozione, il Pescara si gioca un pezzo di futuro in Serie B. Due squadre agli antipodi per classifica, fiducia e numeri, ma unite dallo stesso obbligo: non possono permettersi di sbagliare.
Clima e posta in palio
Per il Monza è il classico appuntamento da non fallire: terzo posto, -3 dalla seconda piazza e un calendario che offre ai biancorossi una chance troppo ghiotta contro l’ultima della classe. Bianco sa che un altro mezzo passo falso, dopo le due gare senza vittoria, rischierebbe di complicare la rincorsa alla Serie A.
Dall’altra parte il Pescara arriva a Monza con il peso della classifica sulle spalle: fanalino di coda, difesa in sofferenza e un solo successo nelle ultime cinque. Per Gorgone e i suoi questa trasferta ha il sapore dell’“ultima chiamata” per restare agganciati alla zona playout.
Monza, fortezza U-Power e manovra “made in Bianco”
In casa il Monza è una sentenza: 23 punti in 10 partite interne, una sola sconfitta e la sensazione di una squadra che davanti al proprio pubblico cambia ritmo e convinzione. Bianco ha costruito una macchina solida, che parte da una difesa tosta (17 gol subiti in 20 gare) e si appoggia su un attacco da 29 reti complessive.
Il 3-4-2-1 brianzolo è diventato un marchio di fabbrica:
- Thiam guida da dietro una linea a tre con Ravanelli e Carboni punti fermi, Delli Carri pronto ad alzare anche l’intensità nei duelli.
- Sulle corsie Birindelli e Azzi sono gli acceleratori del sistema: ampiezza, corsa, cross e la capacità di tenere il Pescara schiacciato nella propria metà campo.
- In mezzo Pessina, capitano e regista emotivo, affiancato da un mediano di gamba come Hernani o Colombo per dare equilibrio e pressione costante sul portatore avversario.
Davanti, poi, il talento non manca: Colpani e Keita hanno il compito di muoversi tra le linee, creare superiorità negli half-spaces e dialogare con Dany Mota, riferimento centrale ma anche primo difensore sul pressing. L’idea è chiara: recupero palla alto, tempi di gioco alti, ritmo imposto fin dai primi minuti per indirizzare subito il pomeriggio.
Pescara, difesa fragile e partita di sofferenza
Il Pescara che arriva a Monza è una squadra ferita, soprattutto dietro: 39 gol incassati in 20 partite, peggior difesa del torneo e rendimento esterno da brividi, con soli 4 punti raccolti lontano dall’Adriatico. È il quadro di un Delfino che, per strappare qualcosa all’U-Power, dovrà cambiare pelle almeno per un pomeriggio.
Gorgone si affida anche lui al 3-4-2-1, ma con interpretazione diversa:
- Corbo, Brosco e Pellacani saranno chiamati a una gara quasi perfetta, compatti e stretti, per non lasciare campo aperto alle ricezioni di Colpani e Keita tra le linee.
- Oliveri e Sgarbi sugli esterni dovranno prima di tutto contenere, sacrificando le sortite offensive pur di non far decollare le corsie brianzole.
- In mezzo Squizzato e Dagasso avranno il compito più ingrato: schermare Pessina, sporcare le linee di passaggio e provare a far respirare la squadra nelle poche transizioni concesse.
Davanti, il Pescara si aggrappa soprattutto alle ripartenze e alle giocate dei trequartisti alle spalle della punta (Tsdajout è in pole per partire dal 1’), nella speranza di approfittare di qualche momento di leggerezza della difesa brianzola. L’atteggiamento atteso è chiaro: blocco medio-basso, tanta prudenza e strappi improvvisi quando il Monza concede mezzo campo.
Probabili formazioni e duelli chiave
Le indicazioni della vigilia portano verso due 3-4-2-1 speculari.
- Monza (3-4-2-1): Thiam; Delli Carri, Ravanelli, Carboni; Birindelli, Hernani, Pessina, Azzi; Colpani, Keita; Dany Mota.
- Pescara (3-4-2-1): Desplanches; Corbo, Brosco, Pellacani; Oliveri, Squizzato, Dagasso, Sgarbi; trequartisti a supporto di Tsdajout.
I duelli che possono indirizzare il pomeriggio:
- Pessina vs mediana abruzzese: se il capitano del Monza trova linee pulite, il Pescara rischia di andare in apnea.
- Colpani tra le linee contro Brosco-Pellacani: ogni ricezione fronte porta può diventare un problema enorme per il Delfino.
- Fasce laterali: Birindelli/Azzi contro Oliveri/Sgarbi è lo spartito tattico della gara; chi vince l’ampiezza, molto probabilmente vince anche la partita.
Cosa aspettarsi domani
Il quadro dei numeri e delle sensazioni spinge nettamente dalla parte del Monza, favorito da stato di forma relativo, qualità della rosa e fattore campo. Ma la Serie B insegna che le partite “segnate” sulla carta spesso nascondono insidie: il vero nemico dei brianzoli sarà la gestione della pressione e la tentazione di pensare che sia tutto facile.
Per il Pescara servirà la gara perfetta: concentrazione massima per 90 minuti, cinismo nelle poche occasioni che arriveranno e una tenuta mentale da grande squadra in un ambiente caldo come l’U-Power. Domani alle 15 non sarà solo una partita: per Monza e Delfino potrebbe essere una tappa decisiva nel racconto della loro stagione.