Il Monza lascia Torino con due gol segnati, nessun punto e un rimpianto preciso: aver riaperto la partita senza riuscire a cambiarne davvero il controllo. Nel 3-2 di venerdì 23 ottobre, valido per l’ottava giornata di Serie A, i biancorossi pagano l’errore che favorisce il vantaggio granata e la difficoltà nel contenere Belghali e Vlašić nella ripresa. Non bastano il momentaneo pareggio di Gustavo Varela e l’autorete di Patterson nel recupero.
Dopo il 4-0 al Cagliari, cercare continuità non significava necessariamente ripetere una goleada: significava conservare attenzione, compattezza e precisione. A Torino queste qualità si vedono soltanto a tratti. La squadra di Juric reagisce, ma non riesce a dare stabilità alla propria prestazione.
La partita: un errore apre la strada al Torino
Juric riparte dal 3-4-2-1. Davanti a Törnqvist giocano Goglichidze, Lucchesi e Carboni; Birindelli e Mangas presidiano le fasce, con Foe Ondoa e Akinsanmiro in mezzo. Mota e Robinson si muovono alle spalle di Varela. Rispetto alla vittoria sul Cagliari, torna Lucchesi dall’inizio e Kouadio parte dalla panchina.
Il Torino trova il vantaggio al 39’. Foe Ondoa sbaglia in impostazione, Simeone intercetta e serve Fitz-Jim, che conclude l’azione portando avanti i granata.
È l’episodio che riassume una delle difficoltà biancorosse: perdere il pallone mentre la squadra sta provando a uscire espone la difesa a una situazione in cui deve correre e scegliere rapidamente. Il problema non è soltanto il passaggio sbagliato, ma il costo che quell’errore assume quando l’avversario può arrivare subito verso la porta.
Varela pareggia, ma il Monza non consolida la reazione
La risposta arriva immediatamente dopo l’intervallo. Al 47’ Varela approfitta di un errore di Comuzzo e firma l’1-1: il Monza si rimette in partita e ritrova nel proprio centravanti l’uomo capace di trasformare un’occasione in gol.
È il momento che avrebbe potuto cambiare la serata. Il pareggio, però, non diventa la base per una fase più controllata: il Torino torna a trovare soluzioni offensive e riprende il vantaggio con Belghali, autore di una conclusione angolata dopo aver superato Mota al limite dell’area.
La differenza è qui: il Monza trova l’episodio per rientrare, ma non riesce a ridurre la pericolosità dell’avversario. Reagire al punteggio e governare la partita restano due cose diverse.
Belghali e Vlašić colpiscono il punto debole
L’azione del terzo gol granata rende ancora più evidente la difficoltà. Vlašić apre sulla destra per Belghali, riceve nuovamente il pallone, supera Carboni e conclude senza lasciare scampo a Törnqvist.
Il Torino riesce così a trasformare la collaborazione tra esterno e giocatore offensivo in una superiorità concreta. Il Monza non contiene la prima iniziativa e non riesce a fermare la giocata successiva: la difesa viene impegnata in duelli nei quali arriva senza un’efficace protezione.
Nel recupero, un cross di Ngonge provoca l’autorete di Patterson per il definitivo 3-2. Un segnale di presenza fino alla fine, ma troppo tardivo per costruire un vero assalto al pareggio.
Le note positive: Varela, la risposta dopo l’intervallo e l’impatto di Ngonge
Varela continua a dare un riferimento
Il centravanti è la principale certezza offensiva della serata. Segna il pareggio e riceve valutazioni positive anche nelle pagelle delle altre testate, in una partita nella quale diversi compagni faticano a incidere.
Il suo merito è farsi trovare pronto quando si apre l’opportunità. Per Juric è una base importante: il Monza dispone di un attaccante capace di punire l’errore avversario, ma deve metterlo nelle condizioni di partecipare a un numero maggiore di azioni pericolose.
La squadra non si arrende allo svantaggio
L’1-1 all’inizio della ripresa dimostra che il Monza rientra in campo cercando una risposta. Anche il gol nel recupero nasce dal tentativo di continuare ad attaccare, attraverso il contributo di un subentrato.
Non basta per trasformare la sconfitta in una prestazione positiva, ma evita una lettura completamente negativa: la disponibilità a reagire c’è. Deve diventare una risorsa che accompagna tutta la partita, non soltanto i momenti in cui il risultato impone di rischiare.
Ngonge porta una giocata utile dalla panchina
Il cross che genera l’autorete di Patterson è il contributo più evidente dei cambi. Ngonge entra e produce un pallone difficile da difendere, dando concretezza agli ultimi tentativi biancorossi.
È un’indicazione da conservare: dalle alternative offensive può arrivare una soluzione diversa quando il gioco dei titolari non riesce più a creare occasioni.
Le note negative: costruzione rischiosa e protezione insufficiente
Gli errori vicino alla propria porta pesano troppo
Il pallone perso da Foe Ondoa sul primo gol è un episodio determinante. La costruzione dal basso ha senso se permette di superare la pressione; quando invece consegna all’avversario una possibilità immediata di attaccare, il rischio supera il beneficio.
La correzione non deve essere necessariamente rinunciare a giocare. Serve riconoscere meglio quando insistere e quando scegliere una soluzione più semplice.
Il pareggio non cambia l’inerzia
Dopo l’1-1 il Monza avrebbe bisogno di una fase più solida. Invece subisce altre due reti, con Belghali protagonista sia del nuovo vantaggio sia della combinazione che porta al gol di Vlašić.
È il limite principale della serata: la squadra riesce a modificare il punteggio, ma non il rapporto di forze sul campo. Per rendere utile la reazione offensiva serve accompagnarla con una maggiore capacità di contenimento.
Mota e Robinson incidono meno del necessario
Alle spalle di Varela, Mota e Robinson non riescono a dare lo stesso contributo visto contro il Cagliari. Entrambi vengono sostituiti nella parte finale e le valutazioni esterne li collocano sotto la sufficienza.
La conseguenza tattica è importante: se i due giocatori tra le linee non riescono a collegare centrocampo e punta con continuità, il centravanti finisce per dipendere soprattutto dagli episodi.
Le pagelle del Monza
I voti seguenti sono valutazioni editoriali per questo articolo, non voti ufficiali del Fantacalcio. Comprendono tutti i giocatori impiegati, ricostruiti attraverso il tabellino della gara.
| Giocatore | Voto | Giudizio |
|---|---|---|
| Törnqvist | 6 | Sulle conclusioni decisive di Belghali e Vlašić ha margini ridotti. La sconfitta nasce soprattutto da ciò che accade davanti a lui. |
| Goglichidze | 5,5 | Il reparto fatica a controllare gli attacchi granata. Non riesce a dare alla linea la stabilità necessaria. |
| Lucchesi | 5,5 | Torna titolare, ma la difesa resta vulnerabile. Esce nella ripresa senza aver trovato una serata convincente. |
| Andrea Carboni | 5 | Il duello perso con Vlašić sul terzo gol è pesante. Una partita complicata, soprattutto quando gli avversari attaccano in movimento. |
| Birindelli | 6 | Una prova complessivamente sufficiente, senza però una giocata capace di cambiare il peso offensivo della squadra. |
| Foe Ondoa | 5 | L’errore da cui nasce l’1-0 condiziona la gara. In quella zona serve maggiore precisione nella scelta e nell’esecuzione. |
| Akinsanmiro | 5,5 | Non riesce a garantire la protezione e il raccordo necessari per dare continuità alla prestazione collettiva. |
| Mangas | 6 | Resta dentro la partita, pur senza trovare un contributo decisivo nell’ultimo tratto di campo. |
| Dany Mota | 5,5 | Incide poco davanti e viene superato da Belghali nell’azione del 2-1. Manca una giocata che dia respiro alla squadra. |
| Robinson | 5,5 | Meno efficace rispetto alla gara con il Cagliari. Non riesce a creare abbastanza difficoltà alla difesa granata. |
| Gustavo Varela | 7 | Segna il pareggio e conferma prontezza e concretezza. Il migliore dei biancorossi. |
| Kouadio | 5,5 | Entra nella ripresa, ma il suo ingresso non modifica la tenuta complessiva della difesa. |
| Folorunsho | 5,5 | Chiamato ad aggiungere energia, non riesce a cambiare il controllo della zona centrale. |
| Cutrone | 6 | Porta una presenza offensiva in più nel finale. Contributo limitato dal tempo e dal contesto della partita. |
| Ngonge | 6,5 | Il cross che provoca l’autorete di Patterson è una giocata concreta. Buon impatto dalla panchina. |
| Mout | s.v. | Minutaggio troppo ridotto per un giudizio significativo. |
| Allenatore: Ivan Juric | 5,5 | Ottiene una reazione dopo l’intervallo, ma non riesce a trasformarla in una fase di maggiore controllo. La squadra resta troppo esposta. |
Le valutazioni si basano sulla cronaca degli episodi e sul tabellino; i giudizi dei singoli sono elaborazioni editoriali.
Il tabellino essenziale
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Partita | Torino-Monza 3-2 |
| Data | Venerdì 23 ottobre 2026 |
| Competizione | Serie A, ottava giornata |
| Stadio | Olimpico Grande Torino |
| Reti Torino | Fitz-Jim, Belghali, Vlašić |
| Reti Monza | Varela, autorete di Patterson |
| Allenatori | Ignazio Abate; Ivan Juric |
I resoconti consultati presentano piccole differenze nella registrazione dei minuti di alcune reti, ma concordano sulla sequenza del punteggio: 1-0, 1-1, 2-1, 3-1, 3-2.torinofc+2
La lezione di Torino: serve equilibrio, non soltanto reazione
Il Monza non deve cancellare quanto di buono aveva costruito contro il Cagliari, ma nemmeno considerare il 3-2 una sconfitta decisa soltanto dai dettagli. L’errore sul primo gol, la difficoltà nel contenere Belghali e il duello perso sul terzo mostrano problemi diversi che finiscono per sommarsi.
La parola chiave è equilibrio: tra il desiderio di costruire e la gestione del rischio, tra gli uomini che attaccano e quelli che proteggono, tra la capacità di reagire e quella di non concedere nuovamente il vantaggio. Varela continua a offrire un riferimento. Adesso il Monza deve fare in modo che i suoi gol diventino il punto di partenza per raccogliere punti, non soltanto per tenere aperte le partite.