L'ex Juve ha convinto da play. Suo ormai il posto da titolare. Vinto il dualismo con Cataldi
CALCIO
Alessandro De Felice05 set 2025, 13:28Ultimi aggiornamenti: 05 set 2025, 13:28Spalletti pronto a tornare in panchina dopo l’addio alla Nazionale: corsa a due con Conceicao per il dopo Mourinho al FenerbahceSerie ACalciomercatoFenerbahceSuperlig
Dopo l’esonero di Mourinho al Fenerbahce, Spalletti sfida Conceicao per la panchina turca ma resta alla finestra per un possibile ritorno in Serie A.
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Luciano Spalletti potrebbe tornare presto in panchina, a pochi mesi dal clamoroso addio alla Nazionale italiana.
Dopo l’esonero di José Mourinho dal Fenerbahce, il club turco è alla ricerca di un nuovo allenatore e il nome dell’ex ct azzurro è entrato di prepotenza tra i candidati principali. La società, però, si trova nel pieno di una fase politica delicata, con le imminenti elezioni presidenziali destinate a pesare in modo decisivo sulla scelta del nuovo tecnico.
In lizza insieme a Spalletti c’è anche Sergio Conceiçao, ex allenatore del Porto e reduce da un’esperienza difficile al Milan.
Ma parallelamente, l’allenatore toscano non chiude la porta a un ritorno in Serie A, qualora si aprisse una panchina di livello in seguito a cambiamenti improvvisi.
Ex Juventus, Thiago Motta pronto a tornare in panchina. Cosa filtra sul Bayer Leverkusen
Andrea Distaso05 set 2025, 13:14Ultimi aggiornamenti: 05 set 2025, 13:14Ex Juventus, Thiago Motta pronto a tornare in panchina. Cosa filtra sul Bayer LeverkusenJuventusSerie ABayer LeverkusenT. MottaCalciomercatoBundesliga
L'allenatore italo-brasiliano, esonerato dai bianconeri lo scorso 23 marzo per fare posto a Tudor, attende una nuova sfida
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Il suo nome è tornato d'attualità in queste ultime ore, dopo le parole rilasciate dall'agente Dario Canovi alla trasmissione QSVS di Telelombardia. Thiago Motta resta in posizione di attesa, intento a ricaricare le pile dopo la delusione della conclusione anticipata della sua esperienza alla guida della Juventus. Alla quale resta legato fino a giugno 2027 da un contratto e un ingaggio importanti, intorno ai 4 milioni di euro netti, dopo l’esonero dello scorso 23 marzo per fare posto a Igor Tudor.
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Suzuki nel mirino di Milan e Napoli: i retroscena legati a Maignan e Conte, il muro del Parma e cosa può succedere
Alessandro De Felice05 set 2025, 12:53Ultimi aggiornamenti: 05 set 2025, 16:03Suzuki nel mirino di Milan e Napoli: i retroscena legati a Maignan e Conte, il muro del Parma e cosa può succedereCalciomercatoAC MilanSerie AParma Calcio 1913SSC Napoli
Il Milan lo aveva seguito in caso di addio di Maignan, mentre Conte lo considerava un obiettivo prioritario. Il Parma ha resistito alle offerte.
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Zion Suzuki è diventato un nome caldo per due grandi del calcio italiano. Nelle scorse settimane, il portiere del Parma è finito nel mirino di Milan e Napoli, che hanno valutato attentamente la sua candidatura per rinforzare le rispettive rose tra i pali.
Il club rossonero aveva inserito il giapponese nella propria lista nel caso di un addio di Mike Maignan, seguito con insistenza dal Chelsea, mentre il Napoli lo aveva individuato come una delle due alternative possibili per affiancare Alex Meret, fortemente voluto da Antonio Conte.
Alla fine né i rossoneri né i partenopei hanno concretizzato l’operazione, frenati dalle richieste del Parma e dalla volontà del giocatore.
Turista accoltellata a Chioggia: l’intervento di Bellemo (Sampdoria) le ha salvato la vita
Il centrocampista si trovava a casa per trascorrere una serata in famiglia, in compagnia del fratello con cui si è lanciato in strada dopo aver sentito le urla della ragazza: hanno evitato conseguenze peggiori alla giovane polacca
Giornalista

Chiunque avrebbe fatto lo stesso? E chi può saperlo, in una situazione tanto delicata quanto pericolosa. Di sicuro c'è che Alessandro Bellemo, centrocampista ex Como oggi alla Sampdoria, nella serata di martedì si è comportato da grande. Perché quel giorno, a Sottomarina in Veneto, Monika Grimm – turista polacca 34enne residente in Germania – è stata brutalmente aggredita in mezzo alla strada e accoltellata mentre (appena arrivata nella località) portava a spasso il cane. L'animale di 11 mesi è fuggito ma proprio ieri è stato ritrovato. In seguito alle indagini i carabinieri hanno arrestato un uomo di 25 anni con problemi psichici e la donna, dopo attimi di terrore, è ormai fuori pericolo nonostante le gravi ferite riportate. Anche grazie all'intervento di Bellemo e suo fratello.
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cosa è successo
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Il centrocampista blucerchiato si trovava a Chioggia, suo paese natale, per trascorrere una serata in famiglia insieme alla compagna e al figlio neonato, proprio a casa del fratello. I Bellemo hanno sentito le urla della ragazza accoltellata e subito si sono precipitati in strada per soccorrerla. "L'abbiamo accompagnata quasi fino all'interno della mia abitazione – ha raccontato Stefano Bellemo a 'La Nuova Venezia' -, chiamando i soccorsi anche grazie all'aiuto di alcuni inquilini del palazzo che parlavano tedesco. All'inizio era cosciente, poi sempre meno. Ma continuava a chiedere del cagnolino". L'intervento dell'ambulanza è stato tempestivo e ha permesso alla donna di evitare il peggio. Così come quello dei fratelli Bellemo.

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Calabro: “Io, Conte e… Gesù. Ma la mia Carrarese è fatta solo da operai”
Il tecnico e la continuità dopo promozione e 12° posto: "Abbiamo sconfitto i pronostici. La religione? Aiuta"
Oscar Maresca
Antonio Calabro ha saputo aspettare. Dopo l’esperienza con il Francavilla in Serie C, è rimasto sei mesi senza squadra: “Sono tornato nella mia casa in campagna, nel Salento. Per rilassarmi mi dedico al giardino. Poi vado al mare, è l’unico momento in cui non penso al calcio. Avevo paura che tutti si fossero dimenticati di me. La Carrarese è stata la mia rivincita”. Il club toscano – da neopromosso – ha chiuso lo scorso campionato a 12° posto, a -7 dai playoff. Quest’anno è partita benissimo: “La vittoria a La Spezia è stata fondamentale, il Padova era insidioso. Finora nessuno è a punteggio pieno. La stagione è lunga, noi abbiamo ben chiaro l’obiettivo”.
Ci dica.
“Arrivare a quota 45 punti per conquistare la salvezza. Il nostro è un progetto a lungo termine iniziato due anni fa. Al debutto contro lo Spezia in campo c’erano 8/11 della formazione che ha vinto i playoff in C”.

È questo il segreto della sua Carrarese?
“Le dirò di più, la forza del gruppo è il nostro orgoglio. Siamo riusciti a mantenere la categoria con gli stessi giocatori. Piazzandoci davanti a grandi club: Frosinone, Sampdoria, Salernitana. Eppure, a inizio anno, tanti ci avevano condannato”.
Sul campo avete dimostrato altro.
“Ho appeso un foglio nello spogliatoio: 1.16. Era la nostra quota retrocessione secondo gli operatori. Sono un uomo di campo, più che di calcio. Volevo che il gruppo avvertisse quella stessa rabbia e volontà di rivincita che avevo io. Sa cosa ripeto sempre ai ragazzi? In campo non si va giacca e cravatta, ma con la tuta da operai. Per combattere su ogni pallone fino all’ultimo”.
C’è un collega che ammira?
“Sono leccese, come Antonio Conte. Ho studiato tanto la sua Juventus. Il mio modulo di riferimento è il 3-4-2-1. Osservo le squadre con un gioco simile: dal Bayer all’Atalanta. Leggo molto, è il mio modo per far viaggiare la mente. Ho la scrivania piena di testi, da L’arte di essere saggi di Seneca alla Bibbia”.
Tra filosofia e religione.
“Leggendo i pensatori classici ho imparato a dare il giusto valore al tempo. La religione mi ha insegnato invece che tutti siamo uguali, chiunque può sbagliare. I giocatori si affidano all’allenatore, io mi rivolgo a chi c’è lassù. Prima di ogni partita resto da solo nello spogliatoio e prego”.

Lo scorso novembre la squadra è stata ricevuta in udienza da Papa Francesco.
“È stato un incontro emozionante. Nonostante l’età e la sofferenza era a disposizione di chiunque. La vera umiltà è nei piccoli gesti. Al Santo Padre abbiamo regalato una maglia della Carrarese con il numero 10”.
Dopo un inizio di stagione così, qualcuno in città grida già al miracolo… Serie A.
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“Restiamo con i piedi per terra, siamo umani. I miracoli lasciamoli ai Santi”.
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Cessione a ostacoli, “no, è tutto ok”: giallo Monza, che succede all’ultimo club di Berlusconi?
Il fondo Usa ha ancora pochi giorni per completare il closing: per Fininvest e BLV è tutto ok
Giornalista

Sono giorni che negli ambienti finanziari circolano voci su possibili problemi sulla chiusura del closing che porterebbe gli statunitensi di Beckett Layne Ventures (BLV) ad acquistare il Monza da Fininvest. L’operazione prevederebbe un primo trasferimento dell’80% delle quote entro la fine di questa estate, mentre il restante 20% sarebbe ceduto entro giugno 2026. Il valore complessivo dell’operazione, sigillata a luglio con il signing, è di 45 milioni complessivi, che comprendono anche i 15 milioni di debiti che il fondo con sede a New York si prenderebbe in carico. Per ora gli statunitensi avrebbero versato tre milioni di euro, così mancherebbero pochi giorni per versare gli altri 27. Come detto, alcuni sussurri vorrebbero forti rallentamenti nei pagamenti, ma sia da Fininvest sia da BLV queste voci vengono smentite e trapela tranquillità. Secondo le parti coinvolte nell’affare, tutto procede in modo corretto, senza nubi all’orizzonte.

Continuità
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L’accordo tra la Fininvest della famiglia Berlusconi e Beckett Layne Ventures era stato trovato dopo mesi di trattative, indiscrezioni, frenate e rilanci. Con l’intesa firmata a luglio si era entrati nella fase dell’”interim period”, durante il quale le cariche apicali del Monza sono rimaste congelate, anche perché il mercato era già aperto e non c’era tempo da perdere. Così, per garantire l’operatività completa del Monza, l’amministratore delegato Adriano Galliani è restato al suo posto in attesa appunto del closing: una volta completata (se sarà completata…) la procedura della vendita, lo storico dirigente avrebbe il via libera per tornare al Milan come super consulente dei rossoneri. Comunque Galliani al momento è ancora al Monza, affiancato da Mauro Baldissoni, advisor della cordata statunitense, dal direttore sportivo Nicolas Burdisso e dal coordinatore dell’area tecnica del club brianzolo Francesco Vallone. Per arrivare alla rivoluzione completa a livello dirigenziale bisognerà dunque attendere il closing, che determinerà la trasformazione definitiva. Fininvest, se uscirà di scena, lo farà dopo aver investito quasi 300 milioni tra acquisto e versamenti dal 28 settembre 2018, giorno ufficiale dell’acquisto, fino a oggi. Un impegno costante grazie alla passione di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, uno sforzo che ha prodotto la prima promozione in Serie A della storia del club nel 2022 e una serie di investimenti dedicati alle infrastrutture: su tutti l’U-Power Stadium e il centro sportivo "Luigi e Silvio Berlusconi – Monzello".
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Prima volta
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Il Monza per parecchio tempo è stato sul mercato, ma tutte le trattative si erano arenate, fra cui quelle con gli italiani di Orienta Capital e gli statunitensi di Gamco Investor. Tutto si è sbloccato con l’avvento di Beckett Layne Ventures, in un affare coordinato dall’advisor Baldissoni che ha avuto un passato da dirigente della Roma. BLV è stato fondato ed è gestito da Brandon Berger e Lauren Crampsie. Entrambi hanno lavorato alla ristrutturazione del reparto commerciale del Chelsea e uniscono l’esperienza accumulata nel mondo dello sport alle loro competenze avanzate nei settori media e marketing. Berger è il manager di riferimento dell’operazione-Monza. Tra le figure impegnate nel percorso c’è anche Crampsie, che in Beckett Layne Ventures ricopre il ruolo di managing partner. BLV non è solo un fondo d’investimento nello sport, ma anche una realtà con interessi e competenze nel mondo dell’intrattenimento con oltre 10 miliardi di dollari investiti. E l’operazione Monza sarebbe l’esordio del fondo di Berger e Crampsie direttamente in una società di calcio. A patto che tutto (vedi pagamenti rimanenti da saldare) vada a dama.
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